
MILANO - Da ottobre il telefono nelle agenzie immobiliari di lusso ha ripreso a squillare. «Pronto». «Buongiorno, mi dica». «Sto cercando un appartamento nel Quadrilatero della moda, con box doppio e terrazzo. Posso spendere 2-2,5 milioni di euro. Ha qualcosa da mostrarmi?». Che la manifestazione d’interesse porti alla firma sotto a un rogito è da vedere. Ma qualcosa si muove. La ripresa — complice anche l’atteso arrivo di danaro dall’estero con lo scudo fiscale — parte dal mattone di lusso. Proprio mentre, sul fronte del lavoro, si moltiplicano le crisi aziendali. Con il loro drammatico carico di cassintegrazione e licenziamenti. La crisi porterà a un’ulteriore polarizzazione sociale? Presto per dirlo. Per ora di concreto ci sono i segnali registrati dalle immobiliari di lusso. «Il bicchiere che fino a ieri pareva mezzo vuoto oggi comincia a sembrare mezzo pieno — esemplifica per immagini Maurizia Serra, a capo con il marito della Della Spiga immobili di pregio —. Il periodo più basso per il nostro segmento di mercato è stato tra maggio e giugno. Oggi va meglio». «Aumentano i potenziali compratori che vogliono prima di tutto investire danaro. Magari acquistando palazzi interi, cielo-terra», si inserisce Lionella Maggi, presidente di Fimaa Milano, associazione dei mediatori immobiliari iscritti all’Unione del commercio. «Al contrario, per gli immobili del segmento medio-basso, sui 200-300 mila euro, per intenderci, non si muove foglia», continua Maggi. «Non c’è dubbio, il mercato è ripartito — si inserisce Marco Tirelli di Tirelli & Partners —. L’unico limite è il fatto che a Milano gli immobili di lusso non sono sufficientemente numerosi da soddisfare la domanda». «Dallo scudo fiscale è realistico attendersi risvolti positivi per il nostro segmento di mercato — riflette Gabriella Frosini Ratti dello studio Ratti —. Le misure simili varate in passato hanno dato un buon impulso alle compravendite».
A inquadrare meglio i segnali registrati dalle agenzie è Armando Borghi, direttore del master sul mercato immobiliare della Sda Bocconi. «Dopo lo shock di un anno fa le quotazioni di Borsa sono risalite. Così c’è chi vende per riportare a casa il capitale e investire in qualcosa di meno rischioso. Il mattone, appunto», spiega Borghi. E l’«effetto scudo»?. «Secondo le nostre stime il 50 per cento dei soldi che rientrano saranno investiti in immobili — risponde Borghi —. In altre parole la casa di pregio sta diventando una sorta di parcheggio della liquidità. Mentre gli appartamenti di livello medio non si vendono. Anche perché per le famiglie è diventato più difficile ottenere il mutuo».
La congiuntura dovrebbe favorire i grandi progetti di lusso che oggi arrivano sul mercato. Citylife ha messo in vendita tra via Senofonte e piazza Giulio Cesare circa 300 residenze (nella torre progettata da Zaha Hadid) a un prezzo medio di 8.500 euro al metro quadrato (si va dai 6 mila ai 12 mila). A oggi sono arrivati a compromesso il 15 per cento degli appartamenti, pari a 45 unità: «La risposta del mercato è migliore di quanto ci aspettassimo», dicono in Citylife. Stesso ottimismo anche al quartier generale del progetto Porta Nuova. Qui, per il momento, sono in vendita i 106 appartamenti del grattacielo Solaria, all’angolo tra via Melchiorre Gioia e via della Liberazione. Gli interessati si mettono in una sorta di lista d’attesa numerata versando 5.000 euro: se l’operazione non va in porto i soldi vengono restituiti. Ma per il momento Hines non fornisce dati sul numero di compromessi già conclusi.
By Il Corriere della Sera