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News » Case di lusso, segnali di ripresa
Thu 22/10/2009
MILANO - Da ottobre il telefono nelle agenzie immobiliari di lusso ha ripreso a squillare. «Pron­to». «Buongiorno, mi dica». «Sto cercando un appartamen­to nel Quadrilatero della mo­da, con box doppio e terrazzo. Posso spendere 2-2,5 milioni di euro. Ha qualcosa da mo­strarmi?». Che la manifestazio­ne d’interesse porti alla firma sotto a un rogito è da vedere. Ma qualcosa si muove. La ripre­sa — complice anche l’atteso arrivo di danaro dall’estero con lo scudo fiscale — parte dal mattone di lusso. Proprio mentre, sul fronte del lavoro, si moltiplicano le crisi azienda­li. Con il loro drammatico cari­co di cassintegrazione e licen­ziamenti. La crisi porterà a un’ulterio­re polarizzazione sociale? Pre­sto per dirlo. Per ora di concre­to ci sono i segnali registrati dalle immobiliari di lusso. «Il bicchiere che fino a ieri pareva mezzo vuoto oggi comincia a sembrare mezzo pieno — esemplifica per immagini Mau­rizia Serra, a capo con il marito della Della Spiga immobili di pregio —. Il periodo più basso per il nostro segmento di mer­cato è stato tra maggio e giu­gno. Oggi va meglio». «Aumen­tano i potenziali compratori che vogliono prima di tutto in­vestire danaro. Magari acqui­stando palazzi interi, cielo-ter­ra», si inserisce Lionella Mag­gi, presidente di Fimaa Mila­no, associazione dei mediatori immobiliari iscritti all’Unione del commercio. «Al contrario, per gli immobili del segmento medio-basso, sui 200-300 mila euro, per intenderci, non si muove foglia», continua Mag­gi. «Non c’è dubbio, il mercato è ripartito — si inserisce Mar­co Tirelli di Tirelli & Partners —. L’unico limite è il fatto che a Milano gli immobili di lusso non sono sufficientemente nu­merosi da soddisfare la doman­da». «Dallo scudo fiscale è rea­listico attendersi risvolti positi­vi per il nostro segmento di mercato — riflette Gabriella Frosini Ratti dello studio Ratti —. Le misure simili varate in passato hanno dato un buon impulso alle compravendite».

A inquadrare meglio i segna­li registrati dalle agenzie è Ar­mando Borghi, direttore del master sul mercato immobilia­re della Sda Bocconi. «Dopo lo shock di un anno fa le quota­zioni di Borsa sono risalite. Co­sì c’è chi vende per riportare a casa il capitale e investire in qualcosa di meno rischioso. Il mattone, appunto», spiega Bor­ghi. E l’«effetto scudo»?. «Se­condo le nostre stime il 50 per cento dei soldi che rientrano saranno investiti in immobili — risponde Borghi —. In altre parole la casa di pregio sta di­ventando una sorta di parcheg­gio della liquidità. Mentre gli appartamenti di livello medio non si vendono. Anche perché per le famiglie è diventato più difficile ottenere il mutuo».

La congiuntura dovrebbe fa­vorire i grandi progetti di lus­so che oggi arrivano sul merca­to. Citylife ha messo in vendita tra via Senofonte e piazza Giu­lio Cesare circa 300 residenze (nella torre progettata da Zaha Hadid) a un prezzo medio di 8.500 euro al metro quadrato (si va dai 6 mila ai 12 mila). A oggi sono arrivati a compro­messo il 15 per cento degli ap­partamenti, pari a 45 unità: «La risposta del mercato è mi­gliore di quanto ci aspettassi­mo», dicono in Citylife. Stesso ottimismo anche al quartier generale del progetto Porta Nuova. Qui, per il mo­mento, sono in vendita i 106 appartamenti del grattacielo Solaria, all’angolo tra via Mel­chiorre Gioia e via della Libera­zione. Gli interessati si metto­no in una sorta di lista d’attesa numerata versando 5.000 eu­ro: se l’operazione non va in porto i soldi vengono restitui­ti. Ma per il momento Hines non fornisce dati sul numero di compromessi già conclusi.

By Il Corriere della Sera


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