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News » Il mercato immobiliare tenta la ripresa
Mon 30/08/2010
I numeri sul mercato immobiliare del 2010 descrivono un accenno di ripresa del settore in Italia.

Passati gli anni del "boom", che dal 2001 hanno visto lievitare sensibilmente transazioni e costi del "mattone", fino alla cifra record di 845.000 transazioni (per l’immobile residenziale) nel 2006, il settore esce da una "inesorabile" discesa, dal 2007, che ha contratto le compravendite alle 609.000 transazioni dell’anno 2009.

Ma l'ultimo triennio "calante" si caratterizza per una situazione economica altamente instabile innescata proprio da una bolla speculativo-immobiliare, proveniente dagli Usa, che ha poi contagiato anche l’Ue, sul piano finanziario e senza raggiungere i livelli (di pericolosità) americani ma che comunque ha avviato un quadro di recessione, di cui ancora oggi sono presenti gli effetti, in parte affievoliti sul versante della produzione ma ancora vivi sul versante dell’occupazione.

Anche in Italia l’immobile non ha resistito: al "rimbalzo" tecnico (comprensibile dopo la cavalcata del quinquennio precedente), alla crisi della produzione e dei consumi, al sentiment negativo degli investitori, originando non solo il calo delle compravendite ma una riduzione dei prezzi delle case, cosa abbastanza infrequente, almeno in Italia, tra il 5% e il 10%, nel 2009.

Questa, però, potrebbe rappresentare una punta inferiore su cui si innesta il "rimbalzo" del 2010 che le previsioni indicano come "base" di un nuovo ciclo del real estate.

Appunto, il 2010 si apre con una ripresa del mercato immobiliare italiano in termini di volumi di compravendite del 1° trimestre 2010 del +3,4%, sul 4° 2009.

In effetti il quadro economico generale che forse ci stiamo lasciando alle spalle, pur in modo lento e (pericolosamente) "vischioso", unito alla bolla immobiliare, ha determinato una "frenata" dell’investimento in immobili ma, probabilmente, la ferita non è stata profonda e non ha "intaccato" a livello strutturale le scelte di investimento degli italiani che, dopo un periodo di riflessione, ed in seguito ad un lieve ri-aggiustamento dei prezzi, sono tornati a guardare al mattone "che non ha mai tradito"…

Il Censis rivela che l'investimento in un immobile è considerato la misura migliore per l'impiego dei risparmi familiari. Il 22,7% degli italiani ritiene che sia questa la forma di utilizzo dei propri risparmi da privilegiare, contro il 21,8%, di superprudenti, che preferisce tenere i propri risparmi sul conto corrente e appena l'8,5%, più spregiudicati, che giudica preferibile acquistare azioni e quote di fondi di investimento.

Sempre che si abbiano risparmi a disposizione, dato che il 39,7% di italiani che dichiara di non essere "attanagliato" dal problema delle scelte di investimento, non avendo alcunché da impiegare.

Pur convinti della fiducia riposta nell’immobiliare, i movimenti sono ancora limitati, e le previsioni medie calcolano in un intervallo compreso tra 0% e +2% l’aumento delle compravendite nel 2010, sostenute anche dai tassi di interesse ai minimi storici. L’ostacolo principale a decidersi ad acquistare risiede ancora in una generale percezione di sopravvalutazione degli immobili i cui valori di offerta sono ancora molto agganciati ai picchi del 2006-7.

Così per il 2° trimestre 2010 ci si attende un calo del tasso di crescita, che potrebbe essere prossimo allo 0% secondo le anticipazioni dell’Agenzia del territorio, pur confermando la tenuta rispetto al 2009 del numero di transazioni.

By Milanoweb


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